venerdì 22 marzo 2019


Il vino si conferma un importante fattore di attrazione turistica. Se dai dati del 2017 era emerso che il 41% degli italiani in viaggio aveva visitato negli ultimi tre anni un’azienda vitivinicola e il 35% partecipato a un evento a tema, le ricerche relative a fine 2018 attestano la crescita di questi valori, portandoli rispettivamente al 56% e al 44%. È quanto emerge dal Rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2019 di Roberta Garibaldi che restituisce un quadro dettagliato del settore e ne delinea le principali tendenze dal punto di vista della domanda e dell’offerta. Secondo l’autrice “il desiderio di scoprire e fare esperienze enogastronomiche è divenuto, negli anni, un elemento trasversale che interessa non solo una cerchia ristretta di appassionati, ma un pubblico vasto, diversificato, che vede la maggior parte dei visitatori interessati a un’opportunità di arricchimento culturale. Cambia il profilo di chi giunge in cantina, e cresce parimenti anche il desiderio di nuove proposte e servizi che possano arricchire la visita di questi luoghi affascinanti e immersi nella natura. Il recente Decreto enoturismo è un segnale forte per tutto il comparto che consentirà di soddisfare in maniera sempre più organizzata il rapporto fra domanda e offerta.”

L’enoturista italiano: chi è e cosa cerca

Il 28% dei turisti italiani ha dichiarato di avere intrapreso almeno un viaggio con pernottamento negli ultimi tre anni motivato dal desiderio di visitare una cantina e/o di partecipare a un evento a tema vino. Il 26% degli enoturisti dichiara di visitare tre o più cantine nel corso del viaggio, mentre la maggioranza (il 74%) si reca mediamente in una o due cantine. È quindi importante sottolineare come per il 46% degli enoturisti la visita in cantina rappresenti la tappa più rilevante di un viaggio, che si snoda poi alla scoperta del territorio circostante. La maggior parte dei turisti del vino ama percorsi misti che coniughino esperienze enogastronomiche e non, e quindi ha un profilo enogastroculturale animato dal forte desiderio di entrare in contatto con l’identità, le tradizioni e la cultura del luogo che sta visitando.

La situazione attuale dell’offerta

A oggi mancano dati e informazioni precise sul numero delle aziende vitivinicole aperte al pubblico e sulla tipologia di servizi offerti. La statistica ufficiale, al momento, non restituisce questo dato. Per colmare parzialmente questa lacuna è stata condotta un’indagine su 735 aziende vitivinicole. Il numero di aziende che ha dichiarato essere aperta al pubblico per visite o degustazioni nel fine settimana e/o disporre di una struttura ricettiva è pari al 67% del totale; rispetto al 2008 si registra un incremento del +19%. A livello geografico, la maggior parte si concentra nelle regioni dell’Italia centro-settentrionale, con Piemonte, Toscana e Veneto che registrano i valori più elevati – rispettivamente 23%, 23% e 10% del totale. Dai dati del Rapporto emerge come gli enoturisti ritengano auspicabili miglioramenti nell’apertura delle cantine alle visite; infatti, il 61% dichiara di ritenerle ancora poco facilmente fruibili senza prenotazione anticipata.


Turismo del Vino: mangiare in cantina tra le vigne

Potrebbe interessarti