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Tartufo bianchetto della Toscana

Il Tartufo bianchetto della Toscana, chiamato anche Tartufo marzuolo, ha colori chiari o rossicci, con un profumo agliaceo. Si sviluppa nel periodo tardo invernale-primaverile.

Descrizione del prodotto

Il tartufo bianchetto del litorale (Tuber albidum Pico) ha uno strato esterno liscio, di colore tendente al fulvo e una polpa chiara di colore variabile dal fulvo al violaceo-bruno, provvista di numerose venature. Le sue dimensioni sono abbastanza ridotte e di solito non superano quelle di un uovo di gallina. Ha un profumo simile a quello dell’aglio.

Ai sensi della normativa regionale la raccolta è consentita dal 10 gennaio al 30 aprile. Si raccoglie frequentemente lungo le pinete costiere in simbiosi con il pino domestico, in zone collinari interne in simbiosi con querce, pini ecc. ed anche in parchi e giardini in simbiosi con svariate conifere.

L’operazione di raccolta è effettuata attraverso l’impiego di un cane appositamente addestrato e di un particolare strumento, il vanghetto (strumento costituito da un corto e robusto manico di legno alla cui estremità è fissata una piccola vanga di forma variabile). La conservazione dei tartufi viene effettuata in frigorifero, in recipienti chiusi.

La conservazione dei tartufi avviene in frigorifero, in recipienti chiusi.

Cenni storici

In Toscana la raccolta dei tartufi è un’attività tradizionale; già alla fine degli anni Trenta infatti era presente sul territorio la cultura della raccolta del tartufo. L’esistenza di molte associazioni di raccoglitori mostra l’importanza di questo prodotto nella regione e il suo profondo radicamento nel territorio.

Ricette e tradizioni

Il tartufo marzuolo, con il suo profumo deciso, con toni agliacei, e il sapore spiccato e durevole, in cucina è un condimento adatto per varie pietanze, purché, come il tartufo bianco pregiato, non lo si sottoponga a prolungata cottura.

Categoria
Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati
Zona di produzione

Si può trovare in tutta la regione, nelle aree collinari interne e lungo la fascia litoranea.