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Pinolo del Parco di Migliarino-San Rossore

Il Pinolo del Parco di Migliarino-San Rossore, ricavato nella storica pineta del Pisano, costituisce il primo pinolo biologico in Europa.

Descrizione del prodotto

Il pinolo del Parco ha forma ovoidale non molto allungata; il guscio è di colore marrone scuro, il seme di colore bianco sporco. Si ottiene da pini della macchia mediterranea, di qui il sapore resinoso e il profumo molto intenso.
Dopo la raccolta le pigne vengono distese su teli su cui vengono lasciate per circa sette mesi per permetterne l’apertura. Dopo la separazione dei pinoli dalle pigne, quelli migliori vengono immersi in acqua per eliminare la polvere marrone del guscio e poi sottoposti a un trattamento termico. I pinoli vengono schiacciati e separati dai gusci per decantazione, all’interno di una vasca di acqua. Successivamente vengono posti in un essiccatoio in cui si raggiungono le temperature di 90°C. Terminata questa operazione, viene tolta la nocella.

Cenni storici

La tradizionalità e qualità del pinolo del Parco è data dalla materia prima che si ottiene da pini della macchia mediterranea cui si deve il sapore resinoso e l’odore intenso, nonché dalle modalità di lavorazione che prevedono l’utilizzo di macchine molto antiche e di locali tradizionali. Altri elementi di tipicità sono dovuti sia alla modalità di essiccazione delle pigne, che vengono distese all’aria aperta per circa sette mesi, sia alla particolare manualità delle persone che eseguono la setacciatura finale. Si producono da oltre cento anni.

Ricette e tradizioni

I pinoli vengono utilizzati per fare la “torta co’ bischeri [1]“, il pesto alla genovese, la torta della nonna, i tortelloni rustici, il castagnaccio [2]. Impiegato spesso come ingrediente nella pasticceria, il pinolo di San Rossore è sempre più apprezzato come gusto di gelato.

Categoria
Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati
Zona di produzione

Il pinolo viene prodotto nel Parco di Migliarino San Rossore, provincia di Pisa.