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Mela nesta

Mela di origine antichissima, conosciuta anche con il nome “Decio”, la mela nesta è una mela diffusa in Casentino.

Descrizione del prodotto

La mela nesta è di forma tondeggiante, molto schiacciata ai poli; il calibro è piccolo perché tradizionalmente le mele non venivano diradate, ma può raggiungere anche calibri medi. Il colore è giallo uniforme con arrossamento più o meno esteso nello stadio di maturità, comunque lo sfondo giallo rimane predominante e non presenta rugginosità. La polpa è dura, croccante, leggermente acidula. La possibilità di conservarla a lungo era una delle caratteristiche più apprezzate di questa mela.

Cenni storici

Conosciuta fin dal tempo dei Romani, la mela nesta è originaria delle province di Arezzo e Firenze, lungo l’arco appenninico e pre-appenninico intorno agli 800 m di altitudine. La nesta veniva coltivata in montagna oltre che per l’ottimo adattamento all’ambiente in cui si era evoluta, anche per sfruttare meglio i terreni di alta collina, sistemati spesso a terrazze in cui era difficile coltivare il grano e nelle quali la pianta svolgeva un ruolo determinante per il consolidamento del terreno, evitando frane ed erosioni. Via via si è diffusa ad altitudini inferiori. È senz’altro la mela più conosciuta in Toscana, essendosi adattata a condizione impervie; inoltre, potendo essere conservata fino alla primavera, rappresentava una risorsa per le popolazioni dell’Appennino e faceva parte dell’alimentazione povera. È ancora conosciuta, specialmente dalle persone anziane, per le sue caratteristiche di rusticità e per il sapore piacevole. La mela nesta si presta a essere coltivata biologicamente.

Ricette e tradizioni

La Nesta rimane gustosa e croccante anche dopo mesi dalla sua raccolta. Tradizionalmente i frutti si conservavano in un luogo fresco, ben ventilato, in cassette, su stuoie e graticci, possibilmente disposte in strati sottili e ricoperte da paglia. In questi ultimi anni si è diffuso l’uso di produrre succhi, confetture e anche frutta essiccata.

Categoria
Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati
Zona di produzione

La zona tipica di produzione è il Casentino, in particolare il territorio ricadente nella destra idrografica dell’Arno e dal Pratomagno valdarnese.