Farina di neccio di Villa Basilica


Nel comune di Villa Basilica si produce un’ottima farina di neccio, ingrediente fondamentale per le ricette dolci del territorio, come il castagnaccio.

Descrizione del prodotto

La farina di neccio di Villa Basilica ha color nocciola e sapore dolciastro, molto aromatico grazie alle varietà di castagne utilizzate (carpinese e pastinese). A volte vengono utilizzate anche le varietà lucignana e silvana; quest’ultima si caratterizza proprio per la sua spiccata dolcezza.

Il prodotto al momento viene confezionato in sacchetti trasparenti di plastica per alimenti, chiuso con spago o sigillo metallico; si conserva dall’inverno alla tarda primavera a temperatura ambiente e, se conservata in congelatore, mantiene le proprie caratteristiche organolettiche per oltre un anno dalla sua produzione.

Un tempo le famiglie meno agiate la conservavano in un mobile, generalmente di castagno o ciliegio detto arcile, che veniva tenuto
al fresco ed all’asciutto. In alcune famiglie questo tipo di conservazione è tuttora utilizzato.

Cenni storici

La tradizione si perde nel tempo, sin dal 1500 si hanno notizie certe sull’esistenza di mulini in questi territori.
Si suol dire che il mugnaio conosca bene le castagne e sappia solitamente quando sono pronte perchè ne mette sotto i denti alcune, dette sentinelle e se queste sono essiccate al punto giusto non si devono poter mordere. Un altro particolare detto della zona è che la castagna è secca al punto giusto quando “scrive, se non scrive, significa che non è ancora secca”. La scrittura consiste nel prendere alcune castagne e grattarle su di una pietra; se queste lasciano il segno biancastro, significa che sono secche, se non lasciano alcun segno significa che l’essiccatura non è completa.

La farina di neccio o farina dolce, come viene chiamata da queste parti, era il cosiddetto pane dei poveri, o meglio, di chi viveva in montagna. Attualmente viene utilizzata quasi esclusivamente per la produzione dolciaria, ma come detto ha rappresentato sino agli anni ’30-’40 uno degli alimenti base per l’alimentazione ed il sostentamento delle popolazioni rurali di questo Comune. Un tempo questo prodotto
veniva utilizzato come merce di scambio con la farina di mais con i contadini della pianura Lucchese.

La coltivazione del castagno e la produzione della farina erano attività fondamentale per le genti di questo territorio; infatti preme ricordare che era talmente tanto il lavoro da sbrigare nell’attività dei campi e dei boschi, che i proprietari terrieri, prendevano come si diceva ” a opra” le cosiddette “coglitore“, cioè donne che venivano dal piano, il cui lavoro era quello di raccogliere, da prima le castagne ed in seguito l’olive. Queste donne, che generalmente dormivano nei pressi del metato, venivano pagate con pochi centesimi al giorno e a fine raccolta con un sacco di farina ed uno di castagne secche; questo modo di operare è andato avanti fino al 1940 circa.

Villa Basilica ha avuto la sua fama per la produzione di diversi prodotti, tra cui le armi bianche (spade ecc); questa attività, comportava la fusione del ferro (fucine), per il quale come combustibile veniva utilizzato il carbone, proveniente da legname tagliato in loco (castagno ecc) o acquistato sui mercati locali.
Visto quanto sopra, ed in considerazione che gran parte della popolazione si nutriva di farina di castagne, alla fine del 1400, il Ducato di Lucca fu costretto ad emettere apposito divieto, allo scopo di far cessare la distruzione dei castagneti da frutto; quanto sopra è riportato alla pagina 23, del “Convegno di studio sulla storia di Villa Basilica”, promosso dalla sezione Lucense, dell’Istituto Internazionale di studi liguri, tenuto in Villa Basilica in data 29/06/1967, a cura del Dr. Enzo Potenti.

Ricette e tradizioni

La farina di neccio di Villa Basilica deve la sua particolarità oltre che all’utilizzo delle varietà di castagno caratteristiche di queste zone (carpinese e pastinese), anche alla tecnica di produzione. Le castagne infatti vengono essiccate nei tradizionali metati mediante l’utilizzo di legna di castagno e macinate nei mulini con macine a pietra. L’esperienza e la manualità acquisita nel tempo, sia da chi prepara e controlla il metato sia da chi molisce le castagne secche influiscono in maniera determinante sulla qualità del prodotto.

L’utilizzo di questa farina è fortemente radicato nella cultura locale, tanto che i prodotti che si ottengono da questa materia prima sono diversi, come ad esempio: i classici necci, la torta di neccio o castagnaccio, le frittelle di neccio, i manifaturi, la vinata (polenta di farina di castagne con vino) ed altri ancora.



Tipologia prodotto
Pat
Categoria
Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati
Zona di produzione

Si produce nel Comune di Villa Basilica.