Fagiolo scritto della Garfagnana


Categoria:
Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati;

1. Denominazione del Prodotto:
Fagiolo scritto della Garfagnana

2. Sinonimi:

3. Descrizione sintetica del prodotto:
La pianta si presenta come un semirampicante arrivando ad altezze intorno ai 150 cm e maturazione scalare. Il baccello si presenta di colore bianco sporco con striature rossastre; la dimensione del baccello è contenuta (circa cm 1 di diametro, 10-12 cm di lunghezza). Il seme, di dimensioni medio piccole, ha forma ovale e presenta un colore molto chiaro alla raccolta (quasi bianco) per poi acquisire una colorazione dal marrone chiaro al beige con striature rosso granato.

4. Territorio interessato alla produzione:
Coltivato in tutta la Garfagnana in particolare nel Comune di Pieve Fosciana e nei Comuni dell’Alta Garfagnana

5. Produzione in atto:
r scomparso r a rischio r attivo

6. Descrizione dei processi di lavorazione:
Dopo la preparazione del terreno (aratura, erpicatura e fertilizzazione) si procede alla semina nel mese di maggio con sesti di impianto che variano da 20-30 cm sulla fila e 75 cm tra le file.Le rrigazioni vengono effettuate solo di soccorso. La raccolta viene effettata a mano fra la fine di luglio e tutto agosto; il prodotto viene raccolto mano a mano che matura. La produzione è molto dipendente dall’andamento stagionale e mediamente è intorno ai 15-20 q.li/ha.

7. Materiali, attrezzature e locali utilizzati per la produzione:

8. Osservazioni sulla tradizionalità, la omogeneità della diffusione e la protrazione nel tempo delle regole produttive:
Il Fagiolo scritto della Garfagnana è il fagiolo più importante della Garfagnana, prodotto nelle aree più fertili della vallata, generalmente le zone vicine al fiume Serchio che, con le sue esondazioni, aveva dato luogo a terreni di medio impasto tendenti al sabbioso. Come quasi tutte le varietà anche il fagiolo scritto della Garfagnana veniva consociato al mais e, essendo semi rampicante, si legava al cereale fino alla pannocchia. In cucina è stato sempre usato per la preparazione di minestre a base di passati di verdura quali zuppa alla Frantoiana, minestra di farro, pasta e fagioli, “farinata” (tipica minestra lucchese a base di passato di fagioli, farina di mais e cavolo nero), cucinato “all’uccelletto” o semplicemente lessato e condito con olio extravergine di olive. Il sapore è particolarmente speziato e persistente e trova un utilizzo importante quando viene preparato “scoppiato” in forno: viene bollito normalmente in una pentola di coccio per circa 20 minuti e, poi, si completa la cottura in forno per 10-15 minuti con olio nuovo; il fagiolo “scoppia” nel senso che si apre e si può degustare.

9. Produzione:
Si ritiene che la produzione attuale sia intorno ai 20 q.li




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PANE E VINO
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