Cavolo riccio nero di Lucca


Categoria:
Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati;

1. Denominazione del Prodotto:
Cavolo riccio nero di Lucca

2. Sinonimi:
Braschetta

3. Descrizione sintetica del prodotto:
La pianta è robusta e alta sino a 1 m, con foglie allungate e bollose lunghe circa 40 cm. Ha un colore tra il grigio bluastro e il verde intenso, che diventa quasi nero in inverno. Tenero, ha sapore e odore intensi.

4. Territorio interessato alla produzione:
Si produce nelle province di Lucca e Massa-Carrara.

5. Produzione in atto:
r scomparso r a rischio r attivo

6. Descrizione dei processi di lavorazione:
Il cavolo viene prodotto durante l’inverno, ma le piantine sono messe a dimora già a fine estate. Il terreno viene arato, fresato e concimato (concimazione organica di fondo) per procedere poi al trapianto: le piantine sono distanziate tra loro di 60-70 cm sia sulle file, sia tra i solchi. In seguito la terra viene più volte smossa per permettere un diserbo manuale. Non si fa alcun intervento fitosanitario. La raccolta avviene manualmente e le foglie vengono immediatamente confezionate in mazzetti e disposte in cassette per la vendita.

7. Materiali, attrezzature e locali utilizzati per la produzione:
s Attrezzi agricoli
s Arnesi da taglio per la raccolta
s Cassette di legno per la raccolta e la vendita

8. Osservazioni sulla tradizionalità, la omogeneità della diffusione e la protrazione nel tempo delle regole produttive:
Il cavolo nero riccio si produce in questa zona sin dall’Ottocento e ancora oggi la coltivazione avviene con gli stessi sistemi tradizionali di un tempo. Le caratteristiche di questo prodotto sono date dal pregio della cultivar locale, dal suo particolare aspetto e gusto. Gli abbinamenti più tradizionali per il consumo sono con la carne di maiale, con il baccalà e con il cotechino e fagioli. Viene inoltre impiegato nella preparazione dell’infarinata o “‘ntruglia”, del minestrone e del lesso.

9. Produzione:
In Lucchesia sono rimasti solo alcuni hobbisti e un paio di professionisti all’interno di una cooperativa. In Versilia la produzione è più ragguardevole nonostante si parli sempre di hobbisti. La quantità annua prodotta è di 120 quintali di cui solo 10 nella piana lucchese. Il prodotto ha un mercato esclusivamente locale.




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