Cantucci Toscani IGP


L’artigianato dolciario è diffuso in Toscana sin dal sec. XIV, grazie al precoce impiego dello zucchero in cucina e in special modo nei prodotti da forno e al ruolo centrale svolto nei secoli successivi da questa Regione nello scambio di merci, spezie, idee e ricette. Il nome cantuccio o cantuccino compare per la prima volta nel 1691, nella terza edizione del dizionario dell’Accademia della Crusca, che lo definiva un ‘Biscotto a fette, di fior di farina, con zucchero e chiara d’uovo’. Questa tipologia di biscotti veniva chiaramente riferita al territorio toscano: Francesco Redi, in numerosi scambi epistolari da Pisa, usa accompagnare le sue missive con cantucci, reperiti appunto in questa parte della Toscana, oltre a farne riferimento nel suo ‘Libro de’ ricordi’, che copre gli anni che vanno dal 1647 al 1697. Nella seconda metà dell’Ottocento nella ricetta il Ferri evidenzia la presenza delle mandorle tant’è che afferma che ‘non si usava a sproposito il termine cantucci per indicare i biscotti con le mandorle’. Nei primi del Novecento, grazie anche alla produzione sempre più su vasta scala da parte dei numerosi forni attivi nella regione, i Cantuccini Toscani/Cantucci Toscani sono considerati una specialità nota anche al di fuori dei confini regionali, citata come esempio di biscotto tipico toscano destinato anche al mercato estero con la partecipazione di produttori a fiere internazionali specifiche del settore. L’abbinamento con il Vin santo, anch’esso tipicamente legato allo stesso territorio, ha contribuito ancor più alla reputazione internazionale dei Cantuccini Toscani/Cantucci Toscani di biscotti da dessert, eccezionali da intingere nei vini liquorosi.



Cantucci Toscani IGP