mercoledì 5 febbraio 2020


Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf) riconosce formalmente il Consorzio di tutela del Pane Toscano Dop: si tratta di un passaggio istituzionale importante che permette di tutelare il prodotto e aiutare il lavoro del Consorzio stesso.
Il riconoscimento avviene 4 anni dopo il via ufficiale alla denominazione di origine protetta, frutto non solo dell’impegno del Consorzio ma anche della Regione Toscana.

Il Consorzio di tutela Pane Toscano Dop

Attualmente i soci del Consorzio sono 18 tra panificatori, mulini e aziende agricole e provengono da ogni parte della Toscana. La produzione di Pane Toscano Dop supera ormai il milione di Kg all’anno, ottenuti grazie all’utilizzo di 15 mila quintali di grano.

Tra le attività condotte dal Consorzio, vi sono quelle di approfondire le conoscenze dei cereali e dei lieviti; del campo della Nutraceutica e dello studio della liofilizzazione della pasta acida. Inoltre sta portando avanti un progetto denominato Pane + Days per il confezionamento in Atmosfera Modificata del Pane Toscano Dop che prolunga la sua conservabilità al fine dell’esportazione al di là dei confini nazionali.

Il Pane Toscano Dop

Il Pane Toscano Dop è un pane bianco, ottenuto utilizzando la farina di grano tenero, oltre che l’acqua e il lievito madre. La sua peculiarità è che non prevede l’aggiunta di sale. Questa caratteristica lo rende ideale per accompagnare i cibi saporiti, come gli insaccati. Oltre al fatto di essere “sciocco”, il Pane Toscano Dop si contraddistingue grazie al suo profumo simile alla nocciola tostata; ha la crosta friabile e croccante, il colore dorato e opaco, dall’ottima conservabilità.

Oggi il Pane Toscano Dop è presente nel mercato regionale, sia con la vendita diretta dei produttori panificatori, sia attraverso gli altri canali di distribuzione organizzata che coprono i territori della Toscana, parte della Liguria e parte dell’Emilia.

Il Pane Toscano Dop sarà presente anche iniziative regionali di settore, come Buy Food 2020 il prossimo aprile a Siena.

I prodotti certificati in Toscana

Quella del pane è l’ultima arrivata tra le certificazioni di prodotti “food” toscani che in totale sono 31 (16 Dop e 15 Igp) e cui vanno sommate le 58 produzioni certificate di vino (52 Dop e 6 Igp) per un totale di 89. Dentro ci sono tanti sapori e profumi di Toscana: salumi e formaggi, castagne e farine dolci oltre che l’antico farro, spezie e olio, per le carni unica regione ad avere carni certificate per bovini, ovini e suini, e non ultimi dolci esportati in tutto il mondo come cantuccini e panforti. Solo 16 tra le certificazioni “food” hanno un consorzio di tutela riconosciuto (l’ultima, come detto, è quella del pane).

Il valore alla produzione dei prodotti certificati in Toscana supera il miliardo di euro (dati Ismea) grazie ai 111 milioni che arrivano dai prodotti “food” e ai 926 dei prodotti “wine”. Gli operatori interessati a queste produzioni sono quasi 23.000 (13.393 per il “food”, 9.360 per il “wine”).

Quasi il 50% delle produzioni “food” (pari a circa 50 milioni di euro) è destinato all’export: i principali mercati di destinazione sono Usa (38%), Germania (21%) Gran Bretagna (13), Canada (5) e Giappone (3%).

Il significato di Dop e Igp

La differenza fra prodotti Dop (Denominazione origine protetta) e prodotti Igp (Indicazione geografica protetta) sta nel fatto che, nel caso dei prodotti Dop, tutta la filiera produttiva avviene nel territorio di origine e le qualità del prodotto finale sono essenzialmente o esclusivamente derivate dall’ambiente geografico, comprensivo dei suoi fattori naturali ed umani; mentre nel caso del prodotto Igp, non è essenziale che tutte le fasi avvengano nel territorio ove il prodotto è realizzato, ma di questo ne assume il nome in quanto là si è originato, ed una sua qualità o caratteristica possono essere attribuite al luogo d’origine. Per cui non tutti i fattori che concorrono all’ottenimento del prodotto debbono necessariamente provenire dal territorio dichiarato.

Entrambe le etichette consentono ai consumatori di conoscere con esattezza le origini e le caratteristiche dei beni che intendono acquistare. Sono una garanzia non solo per il cliente finale, ma anche per il produttore che può tutelare il suo lavoro dalle imitazioni.


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