lunedì 26 Ottobre 2020


Ci sono tradizioni in questo straordinario paese che non ci pensano per niente di essere cancellate, non ne vogliono sentire di finire nell’archivio dei ricordi e basta. Quante volte vi è capitato di andare in un ristorante in una trattoria di domenica a pranzo e di incontrare bellissime famiglie italiche, genitori, figli, nipoti, nonni, unite per celebrare il rito della reunion generazionale? Occasione unica per parlare di tutto, della vita dei ricordi del futuro dei sogni dei problemi, fare un pochino di gossip e soprattutto gustare piatti intramontabili”. Così il direttore delle Guide di Repubblica Giuseppe Cerasa introduce il nuovo volume, il primo di questa collana dedicata al Pranzo della Domenica, dove vengono raccontati i piatti della migliore tradizione italiana, fatti col metodo di sempre, genuini, piatti dal sapore antico, imperdibili certezze.

I segreti degli chef

Ogni cuoco interpellato ha svelato i segreti delle proprie ricette della domenica. L’emergenza sanitaria ci ha fatto riscoprire il pregio della collegialità affettiva, il gusto di preparare tra le mura domestiche piatti intramontabili, semplici, genuini, italiani. Dalla ribollita di Carlo Cioni di Da Delfina ad Artimino al lesso rifatto di Dario Cecchini di Solociccia (Panzano in Chianti), dalla trippa alla fiorentina di Sergio Gozzi dell’omonima trattoria di Firenze al peposo di Francesco Bugiano della Locanda Capitano del popolo di Pistoia. E molti altri in tutto il territorio.

Il pranzo della domenica: i piatti della tradizione toscana

Ripercorrendo il menu della domenica ecco gli antipasti con in testa i crostini al sugo di carne, proprio come si usava una volta per sfruttare al meglio gli avanzi, il tortino di carciofi su fonduta di pecorino per riscaldarsi ai primi freddi dell’autunno o l’insalata di baccelli e pecorino marzolino per salutare l’arrivo della primavera.

I primi spaziano dalla garmugia lucchese alla minestra di farina gialla e cavolo nero passando per la ribollita e lo sformato tanto amato dalle nonne fino ad arrivare a proposte più contemporanee come il risotto con il ragù di chiocciole o il riso integrale con bruciate bardiccio e Chianti Rufina per raccontare un intero territorio in un semplice piatto.

Nei secondi la Toscana dà il meglio con piatti iconici come il peposo, il roast beef alla fiorentina, la francesina (o lesso rifatto che dir si voglia), la trippa alla fiorentina, le braciole rifatte proseguendo con la faraona ripiena alla toscana e il cacciucco lucchese di carni bianche.

Immancabili tra i dolci la zuppa inglese che a dispetto del nome è molto più fiorentina di quanto si possa pensare, la mantovana con la crema calda, le frittelle di farina dolce con la ricotta e il castagnaccio rivisitato ad accompagnare le prime domeniche tardo-autunnali. Ecco il pranzo della domenica si esprime attraverso questi e tanti altri piatti, tutti da scoprire tra le pagine di questa guida.

Non solo cucina ma anche gita culturale

Il volume include, accanto ad ogni ristorante con il suo menu (antipasto, primo, secondo o dolce), una passeggiata nei dintorni del locale con focus su cose da vedere e da fare nelle vicinanze. In modo da arricchire e completare l’esperienza del pranzo della domenica con una gita culturale.

La Guida Il pranzo della domenica in Toscana

La Guida è disponibile in edicola e in libreria a partire dal 22 ottobre al costo di 9,90 euro.


Il Pranzo della Domenica Toscana

Potrebbe interessarti

jQuery('#popmake-89585') .on('pumBeforeClose', function () { var $iframe = jQuery('iframe', jQuery(this)), src = $iframe.prop('src'); $iframe.prop('src', '').prop('src', src.replace('?autoplay=1', '')); });