Il 2019 è stato un anno ricco di ricorrenze. Non si è celebrato soltanto il Genio di Leonardo da Vinci, ma anche due Medici che diventarono principi: Cosimo e Caterina, nati entrambi nel 1519.
La figura di Caterina de’ Medici è per molti versi affascinante e degna di essere approfondita: nata a Firenze, va in sposa ad appena quattordici anni a Enrico II, duca d’Orléans e futuro re di Francia.
La “regina madre”, così spesso definita Caterina, porta con sé al Castello di Blois alcuni cuochi fiorentini, toscani e siciliani che, col passare del tempo, influenzano la cucina tradizionale francese. Vediamo nel dettaglio alcuni piatti e alcune usanze che ritroviamo sia nella cucina francese che in quella toscana.

Le ricette e la tavola di Caterina de’ Medici

Per prima cosa, porta alla corte l’uso della forchetta e delle tovaglie, contribuendo a creare una tavola più elegante e sfarzosa. Tra le ricette più “ghiotte”, introduce la carabaccia (zuppa di cipolle), che ben presto entra a far parte della gastronomia tipica francese con il nome di “soupe à l’oignon“.
Il papero al melarancio (o “canard à l’orange”) è una delle portate del banchetto nuziale del 1533 di Caterina de’ Medici, già diffusa e apprezzata a Firenze per l’insolito abbinamento carne-frutta. Con gli anni, la ricetta è stata aggiustata e aggiornata trasformandosi in una più nota “anatra all’arancia”.
Caterina porta in Francia anche il cibreo, tra i suoi piatti preferiti in assoluto (insieme ai carciofi, di cui andava particolarmente matta): “Un intingolo semplice, ma delicato e gentile, opportuno alle signore di stomaco svogliato e ai convalescenti”.
Con l’esponente della famiglia Medici arriva anche la cosiddetta “salsa colla”, utilizzate per legare i vari ingredienti. Si tratta dell’antenato della béchamel.
Macarons, gelato, omelette, crêpe e, probabilmente, marron glacé sono altre leccornie che si sono sviluppate in Francia a partire dalla sua comparsa.

La cucina “scaramantica” di Caterina de’ Medici

Si narra inoltre che Caterina ritenesse afrodisiaci molti alimenti tra cui cardo, scalogno, zucchine, sedano, funghi, fave, cipolle. Per finire, vi lasciamo una piccola curiosità sempre in ambito culinario. La regina era molto superstiziosa e le cronache del tempo riportano un pranzo di gala che lo confermano. Alla festa vennero serviti cibi che dovevano essere divisibili per tre, il numero perfetto secondo Caterina: “33 arrosti di capriolo, 33 lepri, 6 maiali, 66 galline da brodo, 66 fagiani, 3 staia di fagioli, 3 staia di piselli e 12 dozzine di carciofi“.



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