Chef Shady Hasbun è campione del mondo di cous cous. Il cuoco aretino ha trionfato al Cous Cous World Championship del 2026 dove ha vissuto un confronto con colleghi di tutti i continenti e dove, in squadra con Tze’ela Rubinstein, ha meritato la vittoria per il suo piatto “Il gusto dell’altro”. La manifestazione, andata in scena nella siciliana San Vito Lo Capo, ha proposto un confronto tra diverse culture, interpretazioni e tradizioni gastronomiche per valorizzare il cous cous come piatto capace di raccontare territori, contaminazioni e identità, con chef Shady che ha saputo realizzare la miglior ricetta in assoluto come testimoniato dal “10” ottenuto dalla giuria tecnica presieduta da Angelo Mellone (direttore Intrattenimento Day Time Rai) e dall’apprezzamento della giuria popolare.

Il professionista italo-palestinese era alla settima partecipazione ai campionati del mondo di cous cous e, in precedenza, era riuscito più volte a salire sul podio e a rientrare tra i migliori della competizione, portando avanti una personale idea di cucina capace di fondere tradizione mediterranea, contaminazioni internazionali, sostenibilità e valorizzazione delle materie prime. Con “Il gusto dell’altro” è riuscito ora a piazzarsi sul gradino più alto del podio in virtù di una doppia, originale, proposta dell’insalata di cous cous al cocomero con polpetta fritta di cous cous ripiena di carne speziata e salse. “Questo piatto è un incontro: freschezza e calore, vegetale e speziato, Toscana e Medioriente”, riporta la presentazione della ricetta, “Due cous cous unici, capaci di brillare da soli, ma che nello stesso piatto trovano una perfetta armonia. Perché conoscere e accogliere il gusto dell’altro è il primo passo per scoprirsi vicini. Il piatto nasce dal dialogo delle nostre origini, passando dalla Toscana e rendendo omaggio alla Sicilia che ci ospita. È un gioco continuo di specchi, assonanze e contrasti”.

La competizione, inserita nella più ampia rassegna del Cous Cous Fest, è stata aperta dalla prima gara a eliminazione diretta dove il team di chef Shady ha superato il Senegal, meritando il pass per la finalissima con Marocco e Brasile. L’atto conclusivo ha confermato l’alto livello del piatto preparato con Tze’ela Rubinstein per creare un ideale connubio tra due diverse tipologie di cucina, mettendo al centro il confronto e la conoscenza reciproca attraverso il linguaggio universale della gastronomia come veicolo per veicolare storie e creare connessioni. «Questa vittoria – commenta chef Shady, – ha un significato che va oltre al risultato. Il cous cous ha permesso ancora una volta di mettere insieme culture, storie e persone diverse, dimostrando quanto la cucina possa essere uno straordinario strumento di dialogo. Con Tze’ela abbiamo cercato proprio di raccontare come le differenze, quando si incontrano con curiosità e rispetto, possono trasformarsi in qualcosa di bello e condiviso. Sono felicissimo di aver portato questo messaggio sul gradino più alto del podio e di averlo fatto anche attraverso la mia terra e le mie radici».

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