Cialdino dei tufi


Categoria:
Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria;

1. Denominazione del Prodotto:
Cialdino dei tufi

2. Sinonimi:

3. Descrizione sintetica del prodotto:
Si tratta di una sfoglia sottilissima (cialda), circolare, dal diametro variabile dai 3-4 cm fino agli 8-10 cm. Ha color crema brunito e sapore fortemente caratterizzato dall’anice e dagli aromi propri del vino bianco fresco.

4. Territorio interessato alla produzione:
Pitigliano, Sorano, Sovana, provincia di Grosseto.

5. Produzione in atto:
r scomparso r a rischio r attivo

6. Descrizione dei processi di lavorazione:
Con la farina, lo zucchero, il vino bianco dolce e l’anice si prepara una pasta che viene amalgamata fino alla giusta consistenza. Si predispongono quindi dei pezzi di pasta da allungare in “pici” dello spessore di un dito (lo spessore è direttamente proporzionale alla grandezza desiderata del cialdino). Il “picio” viene tagliato in bastoncini e con ciascuno di essi si forma una ciambellina da inserire in specifici stampi di ferro con andamento a forbice lunga o pinza, preventivamente riscaldati alla fiamma.Per la cottura del cialdino, gli stampi sono posti sul fuoco da entrambe le facce per circa mezzo minuto.

7. Materiali, attrezzature e locali utilizzati per la produzione:
s Utensili da cucina
s Stampi di ferro
s Forno

8. Osservazioni sulla tradizionalità, la omogeneità della diffusione e la protrazione nel tempo delle regole produttive:
Gli stampi utilizzati per la preparazione del cialdino erano di solito personalizzati, recavano cioè al proprio interno delle incisioni in negativo (nomi o iniziali di nomi, soggetti grafici di diversa natura) per rilasciare sul cialdino l’immagine in positivo.

9. Produzione:
Il cialdino dei tufi non si colloca in una rete commerciale e distributiva; è un prodotto fortemente legato alla tradizione e alla storia del territorio grossetano, la sua realizzazione è esclusivamente artigianale. Per preparare il cialdino dei tufi, come vuole la tradizione, occorre utilizzare i vecchi utensili in ferro come si faceva un tempo e questo probabilmente è uno dei motivi che ne determina la produzione solo per autoconsumo.Ci raccontano che è possibile che durante alcune ricorrenze paesane le anziane del paese preparino i cialdini oppure mettano a disposizione dei più giovani gli “arnesi del mestiere” per poter offrire la tipicità di questo prodotto, ma si tratta senza dubbio di casi isolati e non rilevanti ai fini di una stima riferita alla commercializzazione del prodotto stesso.